lunedì 10 agosto 2015

02 agosto 2015 - 7° RADUNO AL DOSSO BETTI

Domenica 2 agosto si è svolto il 7° Raduno degli "AMICI DEL DOSSO BETTI". Non scriverò molte parole, il video creato da Anna, parla da solo.
Grazie a tutti




Pubblico invece questa bellissima poesia di Daniela così che possa restare nella memoria del 7° raduno, ma anche per quelli futuri


lunedì 15 luglio 2013

14 luglio 2013 6° Raduno al Dosso Betti


Cari Amici del Dosso Betti,
Anche il 6° raduno è terminato.
Tutto è andato per il meglio, dal tempo alle tabelle di marcia, tutto perfetto!
Senza dubbio penso che Mario da Lassù abbia contribuito a rendere tutto armonico e abbia gioito e cantato con noi!
Quest'anno eravamo in 37 ( di cui 16 hanno partecipato per la prima volta)
E' stata veramente una festa molto emozionante merito di tutti coloro che hanno partecipato, grazie perchè la presenza di tutti voi ha reso la festa speciale!!
In particolare un grazie 
a mia cugina Paola che ha preparato una preghiera e un pensiero tutti e due  molto profondi, come sempre Paola riesci a toccare i nostri cuori e a farci commuovere. Grazie davvero!
a tutti coloro che sono intervenuti ricordando mio papà con un pensiero o una canzone
a Valerio perchè ci hai fatto una sorpresa inaspettata, ci ha fatto molto piacere averti con noi in un momento così speciale!
a Martino per la posa della targa e per il sostegno nell'organizzazione!
a mia mamma Carmen e alle mie sorelle Daniela e Lisa che mi hanno sostenuto nell'organizzazione e a cui ho fatto fare " gli straordinari" per riuscire ad esserci!
e per ultimo, ma non in ordine di importanza, un grazie a Vito che con la jeep ci hai fatto schivare un bel pezzo di strada! anche le nostre gambe ti ringraziano :-) :-) :-) 
Non è mancato un pensiero e una preghiera anche per chi non ha potuto prendere parte all'evento, eravate comunque nei nostri cuori!
Di seguito i nomi dei partecipanti:
Alessandro, Lino, Rosangela, Mauro, Matteo, Martino, Valentina, Ilario, Fulvio, Mario, Antonio, Grace, Rino, Alessia, Angelo, Amici di Bienno (scusate non so i nomi :-[ ), Helaine, Valerio, Antonio, Marisete, Mattia, Anna, Alberto, Eliso, Roberto, Roberto, Paola, Adele, Lina, Sonia, Aronne, Vittorio, Alice, Elisabetta, Vittorio, Giancarlo.
Vi allego due fotografie con dimensioni ridotte; chi volesse le foto originali (5 MB) me lo chieda tranquillamente!
....E visto che il resoconto è stato da parte mia positivo, spero di rivedervi tutti al prossimo raduno!!!!!
Un saluto e un abbraccio

Anna Betti



venerdì 5 luglio 2013

Orizzonti lontani

Cari Amici,

Vi scrivo dove sto’ trascorrendo qualche giorno di vacanza con mia moglie, mia figlia, suo marito e la nostra nipotina Giorgia, circondati da alte vette che si stagliano verso l’azzurro cielo dove pare sentire il coro degli angeli cantare assieme ai nostri cari Lassù, nell’ infinito cielo blu!
Ci troviamo infatti a oltre 1.800 mt d’altitudine, nel famoso paesino del “porto franco”: Livigno.
Lunedì scorso, io e mio genero Alberto, siamo andati alla sorgente del fiume Adda (2.122 mt.), facendo il passo della Apisella (2.300 mt.) e arrivando fino al lago San Giacomo dove si immette l’Adda. Al ritorno abbiamo fatto il passo Treula (2.350 mt.) attraversando dei nevai e tante piste di mountain bike. Ci sarebbe piaciuto che avesse camminato con noi anche Mario! E’ un’escursione che consiglio a tutti.

Nelle vostre famiglie, Vi spero in buona salute, pronti a scaldare i muscoli e prepararsi (chi vuole e chi se la sentirà) per il prossimo raduno sul Dosso Betti!
Cari Amici, in attesa del raduno, il primo senza Mario, vorrei in sua memoria raccontarvi com’è nata l’idea, la storia e la bella avventura del Dosso Betti. Spero di essere breve, ma quando si racconta una storia succede sempre il contrario. Se vi annoierò, spegnete pure il computer … e voltate pagina!
Dai miei appunti scritti nei primi 3 anni (2000-2002), agli inizi di tutto questo, descriverò la cronaca di quegli avvenimenti, nel ricordo anche dei nostri nonni e padri che sui monti dell’alta Valle Camonica, in passato, venivano a pascolare con le loro mucche: da qui il titolo “Orizzonti lontani”!
Tutto ha inizio nel 1998, quando Mario, già da qualche anno, insieme alla sua famiglia va in vacanza alcuni giorni d’estate a Monte Campione, in Val Camonica. Durante le sue lunghe e interminabili camminate solitarie, parlando con la gente della zona, sente nominare di certi pascoli e monti dove i nostri nonni venivano a pascolare le mucche. Un nome attrae la sua attenzione: il Dosso Betti! Fu così che un mattino di buon’ora, come sua consuetudine, si mette in cammino, alla ricerca di questo monte. Incomincia così , per caso, una storia, un’ideale e un mito: quello del Dosso Betti! Mario fotografa e filma tutto. Tornato ad Appiano Gentile, un giorno ci invita a casa sua facendoci vedere la sua scoperta. Ci sono dei bei posti da visitare e per curiosità, una volta, si può anche andare a fare una camminata!
Arriva l’inverno e ci si dimentica del Dosso Betti, ma nell’ estate del 1999, Mario e sua moglie Carmen festeggiano il loro 25° anniversario di matrimonio in Brasile, andando a trovare i nostri cugini (pure loro camuni) che sono laggiù da oltre 35 anni. Parlano di tante cose e vanno anche a finire sul discorso dei nostri antenati, delle loro fatiche, della miseria che c’era e di come si educavano i figli ai loro tempi! Infine Mario accenna ad Antonio di un monte in Val Camonica che ha il nome delle nostre famiglie. Al momento Antonio non sa cosa rispondere: dice solo che, un giorno, gli farebbe piacere andare a fare una camminata in Val Camonica perché non c’è mai stato! Mario, prima di rientrare in Italia, fa una promessa ad Antonio: quando verrà la prossima volta, lo porterà sui monti della Val Camonica, alla ricerca delle nostre famose radici camune e sul Dosso Betti!





ANNO 2000

Siamo ormai entrati nel 3° millennio, anno giubilare: Antonio viene in Italia (dove manca da diversi anni) dai primi di giugno fino dopo le metà di luglio, ed è ospite da Mario ad Appiano Gentile per qualche giorno. Durante questo tempo, parlano e filosofano sulla stessa lunghezza d’onda tra di loro, facendo anche le ore piccole! Tornano a parlare del Dosso Betti, e decidono così di andare qualche giorno in Val Camonica alla ricerca del nostro passato. Un giorno, Mario mi telefona comunicandomi che con Antonio avrebbe intenzione di fare un’escursione in Val Camonica e gli farebbe piacere se andassi con loro. L’idea mi piace e così, una domenica pomeriggio, passano da casa a prendermi e via … si parte! Già che siamo sulla strada passiamo a salutare anche i miei suoceri perché anche loro erano stati su quei monti. Ci offrono uno spuntino e un bicchiere di vino e poi via di nuovo. Un’altra fermata la facciamo da Domenico Serioli, amico di naja di Mario, che ci offre del gustoso salame e formaggio con il solito buon vino! Il tempo passa: è ormai buio, bisogna salutare tutti e risalire in macchina. Intanto stanno trasmettendo alla radio la partita Italia-Francia per gli Europei di calcio 2000: naturalmente tifiamo per l’Italia. Arriviamo così al rifugio Cimosco che sono già passate le ore 22:00: l’Italia pareggia facendosi così raggiungere e vola qualche imprecazione. Si va’ ai supplementari e, come avevamo immaginato, siamo solo vice campioni d’Europa! Peccato…sarà meglio stappare la nostra bottiglietta comprata per l’occasione e dormirci sopra perché domattina ci aspetta una lunga camminata. Dopo una breve preghiera, ci addormentiamo contenti di essere in alta montagna.
Al mattino, sveglia ore 06:30, e dopo aver bevuto un buon caffè, zaini in spalla e si parte incontro al sole che sorge. Il fresco del mattino fa rendere il passo e si viaggia spediti: prima sosta al “fontanile del Vescovo” (sentito nominare varie volte degli zii). Poi passando diverse vallette, si arriva in Rosellino per rinfrescarci e riempire le borracce: intanto Antonio e Mario continuano coi loro discorsi profondi come il “pos de la Ria”. Riprendiamo il cammino con più energia essendoci riposati un po’; scorgiamo ancora qualche rododendro fiorito e tanti altri bei fiori, potendo così anche noi ringraziare il buon Dio e fare il nostro “giubileo della montagna”. Da lontano Mario ci indica la nostra meta, ma ci vorrà ancora del tempo perché ci sono ancora avvallamenti e pendii che non riusciamo a vedere. Ormai niente ci può fermare: volgiamo intorno lo sguardo guardando la cima della Presolana e altri monti che ci sovrastano, ma non ci fanno nessuna paura e imperterriti proseguiamo per la nostra meta … sempre più vicina! Manca l’ultimo strappo, superato quello dopo un quarto d’ora ci troviamo sulla spianata: gli ultimi 100 metri li facciamo quasi di corsa e finalmente la cima del Dosso Betti è sotto i nostri piedi! La fatica è dimenticata e ci congratuliamo a vicenda, volgendo lo sguardo intorno a noi. Mario e Antonio scattano foto a non finire: sembra di avere compiuto una grande impresa! Mario canta rivolto al cielo “… ti ringrazio o mio Signore”. Poi diamo mano a panini, cioccolato, frutta e una bottiglietta di vino per brindare perché l’aria è buona, ma la fame è tanta!
Arriva l’ora del commiato sul Dosso Betti con il proposito di tornarci ancora coinvolgendo possibilmente i nostri figli e altre persone, per farle partecipi delle vite che facevano i nostri nonni e padri. Si torna al rifugio Cimosco dove ci aspetta un’ottima cena a base di trippa, carne ai ferri, salumi e formaggi della zona e un buon bicchiere di vino! Al rifugio facciamo conoscenza con Bortolo, un’alpinista e un deltaplanista della zona e così finiamo in bellezza la giornata cantando diverse canzoni montanare e tirando quasi l’alba.
Rientrati poi a casa si fanno già progetti per l’anno 2001. Antonio ci ha detto di aspettarlo in luglio in occasione dei festeggiamenti per le 80 candeline di sua mamma, nostra zia Maria. Alla prossima!!!

ANNO 2001

Puntuale come un orologio svizzero, Antonio arriva dal Brasile e pochi giorni dopo con Mario studia un nuovo programma: andremo prima al paese di nostra nonna a Berzo Inferiore. Si parte un lunedì mattina, e a Berzo ci fermiamo in Comune per chiedere se ci sono ancora in vita dei parenti della nonna e dove abitava. In Comune ci fanno vedere i certificati di nascita e matrimonio, indirizzandoci per altre informazioni all’ architetto Cere Martino, che è un appassionato di storie antiche e di vecchi casati di famiglia. Ricevute queste informazioni, decidiamo di andare a bivaccare alla Chiesetta di San Glisente, e poi quando scenderemo andremo da questo architetto! Ormai sono quasi le 13:00 e decidiamo di andare verso Esine, dove andiamo a mangiare alla trattoria “Stella Alpina”. La cucina è ottima, e finito il pranzo chiediamo come fare per arrivare a San Glis. Ci consigliano di prendere una jeep perché ormai è pomeriggio inoltrato e la strada è lunga. La strada per San Glis (detta puntera) è ripida e stretta con ai lati dei burroni. Finalmente arriviamo e iniziamo la salita. Arriviamo al bivacco lasciando gli zaini e non guardandoci nemmeno in giro perché essendo ancora alto il sole nel cielo, Antonio e Mario decidono di andare alla nicchia di San Glis. Mentre camminiamo incontriamo un gregge di pecore e capre che ci seguiranno per un po’. Attraversiamo delle creste ancora piene di neve, arrivando così alla nicchia. Da lì scorgiamo la sagoma a panettone del Dosso Betti, ma questa volta non saliremo avendo intenzione di recarci dall’ arch. Cere il giorno dopo.
E’ il 21 giugno, primo giorno d’estate, e ritornando al nostro bivacco situato a 1.900 mt., possiamo ora andare a visitare la Chiesetta dove visse San Glis. Sono le 18:00 passate e ci apprestiamo a bivaccare. Io non avevo mai visto un bivacco tenuto così bene e rifornito di tutto: dall’ acqua, alla legna, alla pasta ecc…
Decidiamo però di mangiare le nostre razioni all’ aperto su uno spiazzo antistante la Chiesetta, che fa da balcone sulla Val Camonica e i suoi monti. Mangiamo e beviamo fra questo magnifico spettacolo, iniziando poi a cantare facendo spaventare gli animali del luogo. Si va a dormire che è buio da tempo: ci si corica sulle apposite assi del bivacco, infilandoci nei sacchi a pelo e facendo prima il punto della situazione per aver trascorso una così bella giornata assieme. Pian piano io chiudo gli occhi mentre Mario e Antonio continuano i loro discorsi. Il mattino ci trova pronti per la discesa della “puntera” , ma stavolta dalla parte di Berzo. Lasciamo un’offerta per la notte al bivacco e poi Mario mette tutto in ordine come prima: ordine tipico camuno! Nella discesa ci fanno male i muscoli perché la “puntera” è molto ripida, e in fondo troviamo un fiumicello (il Grigna) e ci tuffiamo dentro i piedi perché scottano e così ci rinfreschiamo un po’. Siamo a Berzo, e Mario e Antonio vanno in cerca di Martino, che è in ufficio e li fa accomodare. Martino è un uomo alla mano che li fa sentire a proprio agio. Ascolta il motivo per il quale si trovano lì, dando informazioni anche sul Dosso Betti. Ci fa da guida in paese e ci fa vedere dove abitava nostra nonna. Prima di salutare Martino e sua moglie Luciana, Antonio li invita in Brasile! Passiamo per Prestine, dove abitava zia Agata, mamma di padre Felice, e andiamo poi al cimitero dove riposa per dirle una preghiera. E’ già passato mezzogiorno e andiamo al santuario di Cristo Re dove mangiamo qualcosa dai nostri zaini.
Si conclude così ritrovando un po’ delle nostre radici il 2001: chissà cosa ci riserverà l’anno che verrà!!!

ANNO 2002

Antonio arriverà in Italia da fine agosto fino a metà ottobre, essendo invitato per le nozze di Daniela, figlia di Mario. Si cambia periodo, ma l’ideale rimane lo stesso. Siamo in agosto, e Mario inviata me e Valentina qualche giorno a Montecampione. Domani è il suo compleanno e decidiamo di festeggiarlo con una bella camminata sul Dosso Betti. Sveglia alle 06:00, e dopo il caffè, zaini in spalla e si parte! Ore 06:30 siamo alla forcella, alle 06:45 al Fontanile e alle 07:30 alle cascatelle di Rosellino. Ci fermiamo per una sosta e uno spuntino: è una bella giornata! Siamo alla nicchia di San Glis e Mario ci racconta la storia. Si arriva in Val Gabbia dove passiamo a salutare Giacomo Spagnoli, amico di Mario, il quale è per funghi. C’è Dina, sua moglie, che con Giovanni sta mungendo le mucche: pian piano si sveglia Sonia e tutta la tribù. Ci fanno accomodare e ci mettono in tavola pane, salame e formaggi con una bottiglia di vino. Ci pregano di mangiare qualcosa, e così non resistiamo a tutto quel ben di Dio, anche perché è da un po’ che siamo in cammino. Verso le 10:00 arriva Giacomo con uno zaino pieno di porcini: una meraviglia! Prima di salutarci, ci fa vedere come si fanno formaggio e il burro. Intanto arriva un’altra compagnia e Sonia fa gli onori di casa, facendo accomodare anche loro. In un primo momento non ci avevamo fatto caso, poi Mario scorge sotto il cappello alla pescatora, un volto famigliare: quello di Martino. E’ davvero lui … il destino ci fa di nuovo incontrare una persona così importante per la nostra storia. Gli si chiede come mai da queste parti: la nostra intenzione era di salire sul Dosso Betti con Valentina. Martino passa la voce alla sua compagnia così anche loro si uniscono a noi. Salutiamo e ringraziamo la famiglia Spagnoli e ci rimettiamo in cammino. Con Martino e Luciana, c’è Dario e sua moglie Silvia e il loro figlio Nicola. Le donne si fermeranno all’ ultimo strappo prima delle cima. Noi diamo l’assolto finale: siamo sulla spianata del Dosso Betti dove Valentina sarà la prima donna della famiglia a mettere piede sul suolo del Dosso. Siamo tutti commossi mentre ci stringiamo le mani e facciamo delle foto. Facciamo raccontare a Martino i confini delle vallate circostanti che ci spiega molto bene, e stiamo in vetta ancora un po’ per gustare il panorama e poi ci ricongiungiamo a Luciana e Silvia che ci stanno aspettando. Ci facciamo compagnia fino alla nicchia di San Glis, poi ci dividiamo per un arrivederci appena arriverà Antonio dal Brasile.
A fine agosto arriva Antonio e ci troviamo tutti festanti al matrimonio di Daniela. Però non si perde tempo: Mario dice che bisogna battere il ferro intanto che è caldo! Si programma subito un’escursione sul Dosso Betti e al lago della Vacca, coinvolgendo anche Rino e ci saranno anche Martino con Dario e Fabio suoi amici.
Si parte a metà settembre con destinazione Val Camonica. Facciamo tappa a Pian Camuno dove Mario ci porta a visitare il villaggio camuno, arrivando verso le 05:00 del pomeriggio a Berzo e recandoci subito a casa di Martino. Ci accoglie sua moglie Luciana che ci fa visitare la sua bella casa. Mentre Luciana ci preparare la cena a base di casoncelli e altre cose buone, Martino ci fa visitare il paese e la vecchia parrocchiale ricca di antichi dipinti. Ritorniamo da Luciana che ci attende con il suo bel sorriso (complimenti), e ci fa accomodare a tavola per gustare i sapori della sua buona cucina: davvero squisita! Tiriamo a mezzanotte, salutandoci momentaneamente perché al mattino ci ritroveremo con Dario e Fabio per andare sul Dosso. A dormire andiamo a Prestine, nella casa di Fausta, nostra cugina la quale ci ha lasciato le chiavi. Alle ore 07:00 siamo al posto di ritrovo: dopo un buon caffè caldo, mettiamo gli zaini sulle jeep e si parte. La strada (puntera) è quella ripida e stretta che avevamo fatto a piedi l’anno prima. Arriviamo così alla malga “Stabicò”, dove lasciamo le jeep e ci incamminiamo. La giornata non è bella, ma non piove e non fa freddo. Ormai l’estate sta finendo, le malghe sono chiuse, ma i camuni viaggiano spediti verso la loro meta che dopo un po’ si intravede con la sua inconfondibile sagoma. Finalmente siamo sulla vetta (per me e Mario è la seconda volta in un mese) e la compagnia è aumentata grazie a Rino, Antonio e gli amici di Berzo. Si stappa una bottiglia e facciamo ripetere a Martino la storia della famiglia Landrini (nostra nonna) e delle valli vicine. Concludiamo con un brindisi in allegria, mentre a qualcuno viene l’idea che forse un giorno si potrà mettere sulla cima una croce con una targa in memoria dei nostri nonni, a ricordare il passato e guardando al futuro. Dopo un po’ scendiamo dalla parte nord del Dosso, cantando allegramente “… noi camuni della Val Camonica”. A un certo punto, Rino scompare per poi riapparire con 2 bei porcini: il lupo perde il pelo, ma non il vizio! La sera siamo ancora ospiti di Luciana e Martino che hanno invitato anche Dario con Silvia, e Fabio con Manuela. Si mangia in compagnia, ma senza fare tardi perché il giorno dopo io, Mario, Antonio e Rino andremo al lago della Vacca (mt. 2.400). Al mattino siamo svegli presto: ci laviamo e prepariamo gli zaini pronti per il lago della Vacca. Siamo fuori casa e mentre guardiamo il tempo si alza una tapparella: Mario è pronto a dare il buongiorno alla signora, quando questa colta di sorpresa, ci richiude la persiana in faccia. Si vede che alle donne camune non piacciono troppo i complimenti al mattino presto! Andiamo in un negozio a far provviste, mentre cala un po’ di nebbia che preannuncia una giornata non troppo bella. Si arriva in Croce Domini per bere qualcosa di caldo: il rifugio non è ancora aperto così aspettiamo indossando le giacche a vento perché fa freddo. Finalmente dopo un po’ il rifugio apre così entriamo a bere un cappuccino con brioches. Il cielo si è improvvisamente schiarito e spunta un bel sole. Lasciamo la macchina e partiamo all’ attacco. La strada è bella così viaggiamo veloci, arrivando alla Corna Bianca, dove la strada diventa un sentiero e poi inizia a salire con un susseguirsi di tornanti che ci portano in quota. Vediamo i famosi “pian dei Cadì” descritti così bene da zio Giovanni. Salendo ancora, davanti a noi vediamo il Blumone, l’ultimo massiccio prima dell’Adamello. Restiamo fermi lassù un bel po’… beati tra il silenzio e la pace che c’è intorno a noi. Si fa l’ultimo sforzo per arrivare al rifugio “Tita Secchi” che si specchia nelle acque verdi-blu del lago della Vacca, arrivando così al rifugio che è bello e confortevole. Mangiamo un bel piatto di pasta al sugo di capriolo, un boccale di vino, dando poi inizio alle nostre razioni K. Poi beviamo il caffè, dando un ultimo sguardo intorno, e si scende per stelle alpine. Per trovarle bisogna girare dietro alla Corna Bianca, dove ce ne sono molte. Soddisfatti da tanta naturale bellezza, rientriamo a Prestine a prendere la nostra roba rimasta. Passiamo di nuovo a ringraziare la famiglia Cere per l’ospitalità offerta in questi giorni e andiamo poi a salutare i nipoti di nostra nonna: il Bachì e il Pierì con le loro famiglie. Si punta ora verso casa dove ormai cala la sera. Mario mi porta a casa dove Carla e le figlie ci stanno aspettando senza sapere quando arriveremo. Carla ha provveduto a prepararci un buon minestrone che ci rimetterà a posto lo stomaco! Dopo un po’ ci si saluta tutti in amicizia. Così terminano i primi 3 anni della storia del Dosso … stanchi ma contenti delle nostre esperienze, escursioni e per aver fatto delle nuove amicizie.
Questa è la lunga e avventurosa storia del Dosso Betti.
A tutti Voi un caloroso saluto dai 4 camuni: Mario, Ilario, Antonio e Rino.


CONCLUSIONI E RIFLESSIONI SUL DOSSO BETTI

Tutta questa splendida avventura, inizia forse da un’ intuizione, da un’ispirazione o per pura casualità. Mario però diceva che non sempre tutto è casuale, c’è qualcosa di più. Lui era lungimirante, vedeva oltre le cose materiali e ci credeva. Partendo dalle sue grandi vedute e confidando nel Cielo, anche Antonio ha letto nei suoi pensieri che ci hanno coinvolti tutti in questa storia, raccogliendo intorno a sé molti amici verso i quali Mario è sempre stato riconoscente! Partiti per una semplice scarpinata in Val Camonica, Mario, Antonio ed io abbiamo così vissuto nel 2000 il nostro giubileo della montagna e un susseguirsi di avvenimenti, trovando un terreno accogliente che ha dato tanti frutti in così breve tempo.
Per 3 anni d’estate abbiamo visitato luoghi e camminato su questi monti, in cerca delle nostre radici, ma anche cercando quell’ unione di ideali che Mario e Antonio hanno svolto nel migliore dei modi finora.
E’ grazie alla loro forza di volontà, al loro spirito di uomini liberi e dall’ animo generoso, se oggi siamo contenti di far parte degli “Amici del Dosso Betti”.
Ci hanno fatto capire i valori di una sincera amicizia vissuta insieme in allegria, dimenticando le fatiche del cammino con lo zaino sulle spalle, per la gioia di raggiungere l’agognata meta. Ci hanno insegnato ogni tanto a staccare la spina per trascorrere qualche ora in compagnia, dimenticando i pensieri quotidiani e prendere una boccata d’aria pura.
Ora sta’ a noi continuare il cammino tracciato da loro.
Ai posteri e a tutti quelli che vorranno seguire questa straordinaria avventura iniziata (per caso), senza tante pretese che ci porterà quest’anno al 6° Raduno sul Dosso Betti: purtroppo senza il nostro caro amico Mario!
Ormai la storia è nota a tutti voi: fin qui siamo arrivati, ora aspetta a chi con nuovi stimoli, energie e fino a quando Dio vorrà far continuare ancora questa bella avventura vissuta con tutti voi camminando sui sentieri dell’amicizia che ci condurrà di nuovo per tanto tempo sul mitico Dosso Betti per dire ancora: c’ero anch’ io!!!

Mario nelle sue infaticabili camminate, guardava sempre al cielo, sicuro che Lassù ci fosse qualcuno ad ascoltarlo e proteggerlo! Quelle poche volte che l’ho sentito ricordare la mamma mai conosciuta esclamava: quando soffia il vento, ci sembra di sentire la mamma, che con la sua mano ci accarezza fra i capelli!
Io aggiungo, che il camminare è sempre motivato da uno scopo: è la ricerca di quello che non si possiede!!! Lui forse lo sapeva … è veramente così!

Con rinnovata speranza nei cuori.

ILARIO